martedì 13 dicembre 2022

Litania 10°


        io 096 AP


io 096 AP

- io sono uno 096 AP.
- io non valgo di più di quello 096 AP lì stampigliato.
- io mi vergogno e valgo meno di quello 096 AP lì stampigliato.
- io come lo 096 AP non ho fatto niente, e come 096 AP continuerò a non fare nulla e per questo non solo me ne vergogno ma mi faccio schifo.
- io non ho visto come lo ha visto lo 096 AP, ma io sono sicuro che lui ne sta soffrendo più di tanti esseri umani i cui commenti che ascolto mi fanno vomitare.
- io voglio dire a questi commentatori:
... ma prima voglio piangere e non potete impedirmelo.
- io voglio dire a questi commentatori ... si! si! si! Cazzo mandateli tutti a casa mia...
- io voglio dire a questi commentatori siamo in 5 in una casa popolare di 90 mq ma voglio, voglio, voglio che vengano tutti a casa mia 10, 100, 1000, un milione troveremo il modo di sistemarci e di vivere, sono sicuro di potercela fare.
- io voglio dire a questi commentatori si!
Sono idiota, voglio essere idiota, voglio morire da idiota.
- io voglio dire a questi commentatori "Commentatori! avete ragione... commentatori voi anche se avete un castello intero siete stretti e stritolati nella vostra aridità d'animo e per questo non troverete mai un angolo di pietà in qualsiasi luogo e men che mai dentro di voi, per questo...
- io voglio dire a questi commentatori io valgo meno dello 096 AP, e per questo vi dico di stare tranquilli, voi non siete colpevoli ma voi...
                  voi siete quelle magliette blu
                  voi siete quei pantaloncini a strisce
                  voi siete quelle scarpe da ginnastica
                  voi siete quel braccio infangato
                  voi siete quell'orecchio orizzontale
                  voi siete quei pantaloncini con le tasche ai lati
                  voi siete quel pugno
                  voi siete quei capelli neri
                  voi siete quell'ultimo bacio
                  voi siete quell'ultimo bacio che si sono dato.
Ma voi non avete colpa; non avete colpa perché fino a quando non ho visto questa foto non lo sapevo io, non lo sapevate voi, non lo sapeva nessuno.
Ma ora il tempo per non sapere è finito e io voglio
                                                                          io voglio essere,
                                                                          io voglio fare,
                                                                          io voglio credere
                                                                          io voglio mostrare la mia misera inutile pietà più di uno 096 AP.

pino boresta

Litania 11°

         Ho visto



Ho visto

- Ho visto a Bologna ad ArteFiera 2007
- Ho visto che succhiando succhiando si può arrivare molto in alto, ma se ci fai un video puoi arrivare fino ad ArteFiera. Cosi ha fatto Jen De Nike, dove si vede lei che succhia e si fa succhiare dalle sue amiche le dita dei piedi. Potenza della libido nell’arte o dell’arte libidinosa?
- Ho visto il solito bel sedere nudo che tenta di sedersi su sedie sempre diverse e sempre troppo piccole per le sue natiche, un’opera di Paola Pivi.
- Ho visto la bella foto di chi viene fotografato mentre lui stesso fotografa la sua dolce meta nuda sul letto (Nicola Pellegrini e Ottonella Mocellin).
- Ho visto le opere più abbottonate, ma con delle zip, di Stefano Arienti.
- Ho visto per i più piccoli la locomotiva che cammina ma non avanza, grazie a un semplice stratagemma tecnico ideato da Robert Barta.
- Ho visto l’art cube di Susid Pawel o l’Harry Potter orientale Lu Hunsheng che tenta di spiccare il volo su una scopa di saggina.
- Ho visto per la serie i burloni, l’opera di Roberto Ago con tanta voglia di ready made e le sue tapparelle in alluminio, già vendute. Niente bollino rosso invece per la sua cornice Ikea 70x100 intonsa. Una domanda sorge spontanea da dove nasce tanta pulizia? Il curriculum dice allievo di Garutti e Fabro.
- Ho visto per la sezione “macro opere” Susy Gomez che ha pensato di realizzare un enorme borsa di coccodrillo. Vita dura per gli scippatori.
- Ho visto Mario Schifano alla galleria Giò Marconi chi ne volesse comprare uno in sicurezza consiglio di farlo qui.
- Ho visto un uccellino che si gode la fiera imprigionato in un ventilatore sperando che i due creativi (Pantano, Surace) non abbiano i calori e decidano di attivare la sua gabbia. Artisti come potenziali boia? Ma quali saranno mai i delitti commessi dal pennuto? Per quel bastardo del pesce rosso consiglio il cestello della lavatrice.
- Ho visto guai in vista per i prossimi 7 anni, per Alfredo Pirri, colpa dei troppi specchi rotti? La superstizione va abolita.
- Ho visto delle domande liberamente tratte: Ma è veramente tuo marito? Ma lui dove lo hai scovato? Ma è tua sorella gemella?Ma il marito è vero? dall’opera “Un matrimonio felice”. Avrei pure io una domanda per Daniela CoscioniMa saranno pure cazzi vostri?
- Ho visto “Come premiare gli artisti?” il convegno di oggi all’art cafè. Tra i presenti Pier Luigi Sacco dice qualcosa di sensato, peccato non sia la prima volta, ma poi non cambia nulla.
- Ho visto il fenomeno, il mago, il Michelangelo del cartone vincitore del premi Cairo, Chris Gilmour. A Roma sulla via Tuscolana c’è il negozio di un artigiano del giunco che fino a poco tempo fa esponeva una splendida moto realizzata interamente con canne di bambù, ma lui a Bologna non c'era e non credo abbia vinto premi, al massimo avrà venduto la sua opera a pochi euro.
- Ho visto poi sculture di chewing gum, di cioccolata, fatte con tappi di bottiglia, con tavolette del domino, e chi sa che altro verrà fuori, ma io sono pronto a tutto, avanti stupitemi. Banalità delle banalità, le sculture più belle erano invece fatte di legno, quelle di Gerhard Demetz, pose di adolescenti catturati in attimi folgoranti.
- Ho visto poi la sgommata sul fango di Sabine Gross, bella l’idea brutta l’opera.
- Ho visto aggirarsi per la fiera Carmine Capuano con il suo cartello al collo professando il manierismo geometrico, brutta l’idea e brutto pure lui.
- Ho visto felicemente un Felice Levini in versione Pitagora.
- Ho visto i mandala in stile boettiano di Sabrina Mezzaqui.
- Ho visto gli omini di Francesco De Molfetta che giocavano a golf su un verde golf a giro collo
- Ho visto il cuore e il cervello fuori dalle scarpe di Claudio Costa.
- Ho visto le impronte digital-sentimentali di Maurizio Pellegrin.
- Ho visto le inutili scritte ma fatte con migliaia di spilli di Nicus Luca.
- Ho visto l’inaspettato astratto geometrico di Emilio Vedova intitolato “Il mondo è un reticolato”
- Ho visto uno dei malinconici personaggi seduti di Mario Sironi. Ogni volta che ne scopro uno, ho come una scossa.
- Ho visto i bozzetti di Christo che mi hanno ricordato i quadretti in rilievo di Roma vecchia. Altra cosa sono gli interventi di land art.
- Ho visto il grande Sebastian Matta, ma continua a mancare il figlio, Pablo Echaurren, chi sa perché?
- Ho visto qualcuno che sbandiera ancora quel paravento di Ronnie Cutrone.
- Ho visto 2 pezzi di Alessandro Gianvenuti, spariscono gli arti e rimane l’arte. Il puro mestiere della forma e del colore.
- Ho visto Luca Cordero di Montezemolo, in veste di consulente artistico per un amico, affascinato dagli specchi colorati di HC Berg, più per il fatto che fossero in visual vortex che dalle scritte su questi. Non posso dargli torto.
- Ho visto i bei quadri di Alberto Savinio. Mi hanno sempre detto superassero quelli del fratello di un paio di spanne.
- Ho visto alla galleria Martano le belle opere di Pinot Galizio. Vari pezzi che andavano dal 1958 al 1962.
- Ho visto il magnifico Bill Viola dedicarsi anche lui alle espressioni e smorfie del viso, realizzando un video in slow motions di sei teste riprodotte (sempre la sua) su un display al plasma. E da tempo che glielo dico: “Make a face!… You won’t solve your problems like this, but it will surely lighten your weight.”
- Ho visto da Gino Gianuizzi (galleria Neon) la famosa falsa copia della rivista di Flash Art realizzata da Maurizio Cattelan con in copertina riprodotta l’immagine di una sua installazione intitolata “strategie”. Opera composta da una piramide di vere riviste di Flash Art. Quel Flash Art che gli dedicherà in seguito più di una vera copertina.
- Ho visto con piacere un americano a Bologna. L’artista-contro che dopo tanti anni di strada trova il suo posticino nel gotha dell’arte. Parlo di Shepard Fairey detto Obey, presente alla galleria francese Magda Danysz. Non c’è spazio invece per chi in Italia negli stessi anni faceva e fa le stesse operazioni. Devi morire!.. ta..ta..ta..ta.
- Ho visto un quadro del misterioso Gino De Dominicis, anche lui contestatore radicale del sistema dell’arte. Trovo qui una delle poche possibilità di farlo visto che per sua volontà le opere non possono essere riprodotte. Non sono svenuto.
- Ho visto prima del buio totale, gli ultimi 4 cerini di Raymond Hains meglio del suo pezzo stile Mimmo Rotella.
- Ho visto il caro Mimmo finalmente fuori dai magazzini visibile alla Galleria spirale 2000 con dei bellissimi décollage, grazie a dio senza nessun Marilyn Monroe. Il pensiero cade melanconico nel ricordo di quell’unica volta che proprio ad ArteFiera ho avuto l’opportunità di conoscere il grande Mimmo Rotella poco tempo prima che morisse. Poche parole ma sufficienti per scolpirlo nella mia memoria.

Saluto tutti e mi faccio sottile sottile, ricordando che qualcuno ha detto “Di ogni opera d’arte bisogna scovare la capacità di comunicare e l’originalità della sua concezione” Ed io cosa ho fatto?

pino boresta

Litania 12°

           Silenzi



Silenzi


- Il Silenzio di Isabel Allende è quello prima di nascere e dopo la morte, mentre la vita è il rumore tra i due.

- Il Silenzio di Joseph Beuys è quello sopravvalutato di Marcel Duchamp.

- Il Silenzio di Kahlil Gibran è quello dell’invidioso e fa molto rumore.

- Il Silenzio di Martin Luther King è quello degli onesti di cui bisogna aver paura.

- Il Silenzio di John Cage è un brano musicale.

- Il Silenzio di Jean Anouilh è musica.

- Il Silenzio di William Hazlitt è l’arte della conversazione.


- Il Silenzio di Charles de Gaulle è l’arma del potere.
- Il Silenzio di Lao Tzu è la fonte della forza.
- Il Silenzio di José Saramago è l'unico che esiste davvero.

- Il Silenzio di Kyle Gann è quello che non esiste.

- Il Silenzio di Antoine Rivarol è quello che non tradisce nessuno.

- Il Silenzio di François de La Rochefoucauld è il più sicuro per chi diffida di sé stesso.
- Il Silenzio di Pablo Neruda è il tutto di cui la parola è solo un'ala.

- Il Silenzio di Antonio di Pietro è il comportamento mafioso che uccide.

- Il Silenzio di Peppino Impastato è ciò che uccide come la mafia.

- Il Silenzio di Marilyn Monroe è la risposta logica da dare agli stupidi.

- Il Silenzio di Andrè Maurois mostra il nulla della vita.


- Il Silenzio di Pino Boresta è morto.

pino boresta

Litania 13°

        Vita Ora



Vita Ora


La Vita Ora

Siamo anche ciò che abbiamo perso:
Carisma                          Antipatia  
Capacità                         Incapacità
Possibilità                       Impossibilità

io La io Vita io Ora io

Un artista apre agli altri .
Un artista chiude su se stesso.

Forse è solo un modo e un diverso percorso (Tentativo) alla ricerca della notorietà
Ma allora:
Chi è buono?                   Chi è cattivo?
Chi allude?                      Chi illude?
A una possibile vera o falsa apertura verso gli altri...

Chi egoisticamente ammette sinceramente e onestamente di volere solo…
“Tentare di esistere”.

Questo è quello che per ora posso, da solo, continuare a fare.



pino boresta

Litania 14°

        Lo scopo



Lo scopo

Qual è lo scopo dell’arte?
E se lo scopo di certa arte fosse quello di produrre senso con quello che senso non ha per
tentare di allargare il più possibile il pensiero, l’immaginazione e altre dimensioni che
altrimenti sarebbero difficilmente indagabili?

Qual è lo scopo di un’opera?
E se lo scopo di un’opera d’arte fosse quello di ampliare le frontiere dell’agire in ogni
direzione possibile, senza paura di correre il rischio di sbagliare e di commettere un errore
dopo l’altro?

Quel’è lo scopo di un artista?
E se lo scopo di un artista fosse quello di mettere infila uno dopo l’altro tanti errori,
tutti gli errori possibili per indagarne l’effetto, e analizzarne il prodotto finale?

Qual è lo scopo di tutto questo?
E se lo scopo di tutto questo fosse quello di mettere in discussione le proprie convinzioni
riguardo la natura irrazionale e misteriosa della realtà? Ma non tutti siamo attratti dalle
medesime manifestazioni artistiche poiché ognuno di noi possiede a mio avviso un codice diverso
che una scintilla attiva affinché queste convinzioni siano messe in discussione, sollecitando e
innescando analisi e ragionamenti che difficilmente sarebbero stati elaborati.

E se in tutto questo ci fossi io?
“Perché deve pur esserci qualcuno che rompe il muro del suono mentre tutto il mondo si commenta da solo.” Me l’ha suggerito in un orecchio Ligabue, il cantante, il pittore era troppo matto per ricordarsi di me, ma forse da lassù mi guarda e pensa “Beato te che almeno una famiglia te la sei fatta”, e forse non ha tutti i torti.


pino boresta

Litania 15°

        Forse

Forse


Forse siamo tutti per gli altri una musica lontana?

Forse ognuno di noi è una musica lontana per qualcun altro?
Forse ognuno di noi ha dentro una musica che deve regalare a qualcuno che a volte è lontano, altre volte vicino, e questo è quello del quale un artista deve accorgersi?

Forse è questo quello che deve fare un artista, snidare questa musica dentro di lui imparare a leggerla e regalarla, non solo a chi non può raggiungere, ma soprattutto a chi spesso è vicino a lui e del quale troppo spesso neanche si accorge?

Forse in realtà tutta la vita, ogni singolo minuto, ogni singola ora, giornata, anno, esistenza intera è finalizzata affinché ognuno di noi viva pochi singoli istanti, minuti, 
ore o al massimo giorni di felicità, e saranno quelli a contare, saranno quelli a fare la differenza, tra una vita di merda e una vita che sia valsa la pena di vivere, magari regalando musica.


pino boresta

Litania 16°

      Io urlo



Io urlo

Caro Arturo

Caro Arturo Graf non solo i tempi cambiano, e tu avrai avuto le tue ragioni per dire quello che dici, ma ti assicuro, anzi ti giuro che anche io ho le mie verità per dirti che:
Caro Arturo Graf io non credo in quello che dici
perché un urlo può scuotere molte coscienze assopite
perché un urlo può ridestare consapevolezza
perché un urlo può svegliare anime pigre
perché un urlo può rinvigorire sentimenti intorpiditi
perché un urlo può istillare coraggio ai pavidi
perché un urlo può essere utile in faccia all'apatia
perché un urlo può essere utile in faccia all'indifferenza
perché un urlo può essere utile in faccia all'ostinazione
perché un urlo può essere utile per dare un segno
perché un urlo può essere utile per dire "io esisto"
perché un urlo può essere utile per dire "io vivrò"
perché un urlo può essere utile per dire "io continuo"
perché un urlo può essere utile per combattere il cinismo
perché un urlo può essere utile più di mille parole
perché un urlo può essere di monito per chi ti vuole oscurare
perché un urlo può essere di monito per chi ti vuole cancellare
perché un urlo può essere di monito per chi vuole che tu t'arrenda
perché un urlo può essere un segnale a chi abita in questo mondo
perché un urlo può essere un segnale di libertà

Perché caro Arturo Graf ciò che dici è vero lì dove esiste libertà
è vero lì dove esiste libertà di parola
è vero lì dove esiste libertà di pensiero
è vero lì dove esiste libertà di stampa
è vero lì dove esiste il contraddittorio
è vero lì dove esiste la giustizia
è vero lì dove esiste l'imparzialità
è vero lì dove esiste la verità altrui
è vero lì dove esiste chi sa ascoltare
è vero lì dove esiste il potere che sa riconosce i meriti
è vero lì dove esiste un cuore non anestetizzato
è vero lì dove esiste chi sa cambiare idea
è vero lì dove esiste chi sa entrare nelle scarpe di colui che salta
è vero lì dove esiste chi scende e salta con te.


pino boresta


In risposta a:
"Il sapere e la ragione parlano, l’ignoranza e il torto urlano”
Arturo Graf (1848 -1913)