lunedì 22 ottobre 2007

3° BLOCCO


PROGETTI 11-12-13-14-15



11. Progetto Unghie Arte – P.U.A.
Art Nails Project – A.N.P.
Intervento Collettivo, Gennaio 1996.


12. I Magnifici 65 – M.65
Magnificent 65 – M.65
Intervento Editoriale, Giugno 1996.


13. Timbro ad Arte per Banconote – T.A.B.
Artistic Stamp Banknote – A.S.B.
Intervento Urbano, Giugno 1996.


14. Documenti Urbani Rettificati – D.U.R.
Urban Rectified Document – U.R.D.
Intervento Urbano, Agosto 1996.


15. Sposi Con Optional – S.C.O.
Wedding With Optional – W.W.O.
Intervento Editoriale, Settembre 1996.









11° Project
Con questo "Progetto Unghie Arte" così intitolato, Boresta invita a "contaminare artisticamente la propria toilette", trasformando un gesto banale come quello di tagliarsi le unghie in un’operazione artistica. L’idea è semplice: chiunque lo desideri può inviargli a domicilio un sacchettino contenete i ritagli delle proprie unghie, ed in cambio riceverà le unghie di Boresta stesso. È evidente che si tratta di una provocazione scherzosa, il cui senso non sta tanto nell’atto in sé, quanto nell’importanza di far scattare nei partecipanti quello che Boresta stesso definisce "il tempo psicologico della riflessione", ovvero di spingerli a soffermarsi a riflettere sulle proprie azioni, comprese quelle apparentemente più insignificanti, come il taglio delle unghie. In maniera ancora più esplicita che altrove, Boresta ci fa capire che per lui l’opera d’arte non sta nell’oggetto, ma nell’esperienza, nell’interazione fra artista e fruitore-creatore, nelle sensazioni che suscita in chi sta al suo gioco, partecipando alle sue allegre provocazioni.
Silvia Biagi

Qui il link di ulteriori info:

http://www.undo.net/cgi-bin/undo/pressrelease/pressrelease.pl?id=1019483747&day=1019512800





12° Project
"i Maglifici 65" è una raccolta di figurine molto particolare: si deve compilare lentamente, nell’arco di una vita, e soprattutto non dovrà contenere calciatori o personaggi famosi, ma fototessere di gente comune, raggruppate secondo diverse caratteristiche, fisiche, anagrafiche o caratteriali. Così, un uomo alto più di 1,85 potrà stare accanto ad una donna che assomiglia a Sofia Loren, un macellaio si accompagnerà ad un amico senza tonsille, ecc, ecc. Accanto ad ogni foto si trova un apposito riquadro nel quale occorre inserire il nome e la data di nascita del soggetto (inutile dire che una stessa persona può fotofigurare una volta sola all’interno dell’album, anche qualora possieda le caratteristiche per comparirvi più volte. L’album è naturalmente corredato di dettagliate – e scanzonate – istruzioni per l’uso, nelle quali Boresta consiglia tra l’altro i vari compilatori di tenersi in contatto fra di loro, in modo da poter effettuare all’occorrenza proficui scambi di fotofigurine particolarmente difficili da trovare. Con "I Magnifici 65" Boresta affronta per la prima volta modalità operative che ritroviamo simili anche in due operazioni successive, ovvero nei due Album di Oreste Zero e Oreste Uno, rispettivamente del luglio 97 e 98. In questo caso, tuttavia, la libertà lasciata al compilatore sarà molto minore, in quanto le fotofigurine da ricercare ed incollare erano esclusivamente legate ai partecipanti ai due incontri residenziali. Il gioco con le "figurine" tornerà anche in un progetto del maggio 1997, "Figurine arte", nel quale tuttavia i partecipanti saranno invitati a scegliere, commentare ed eventualmente manipolare immagini di opere d’arte estratte da riviste e giornali, in un tentativo di riappropriazione del significato dell’opera d’arte in sé, svilita dall’abuso che ne viene troppo spesso fatto. Nei Magnifici 65 ritroviamo quella che è una delle tematiche o piuttosto delle intenzioni maggiormente ricorrenti ed importanti all’interno dell’opera di Boresta, ovvero il desiderio di rovesciare le normali modalità di fruizione dell’arte, contemporanea ma anche antica, che obbligano l’osservatore ad un ruolo esclusivamente passivo. La soggettività e le esperienze personali del compilatore sono poste in primo piano, lasciando all’artista il solo ruolo di suggeritore e propositore. In questo senso va interpretato anche il consiglio, presente all’interno delle "Istruzioni per l’uso" allegate all’Album, di mescolarne la compilazione con le esperienze vissute, sfruttando incontri e situazioni quotidiane per la realizzazione dell’opera d’arte ed, allo stesso tempo, favorendo nuove possibilità di incontro e confronto. Anche in questo caso Boresta compie un’operazione che mira a contaminare la vita con l’arte e viceversa, in una protesta ironica nei confronti di un sistema di comunicazione che impedisce il reale incontro tra esseri umani, o che, quantomeno, ne costringe fortemente forme, modi e luoghi, finendo per appiattire ed omologare le possibili reazione e relazioni.
Silvia Biagi








13° Project
Con il progetto "Timbro ad Arte per Banconote" ogni rara banconota in suo di Pino possesso, e non sono mai in eccesso, è timbrata con la seguente dicitura contrassegnata " Generate una smorfia!… Non risolverete così i vostri problemi, ma questi assumeranno sicuramente un peso specifico inferiore." Oppure troverete un’altra scritta che detta. " Con questo timbro la presente banconota è opera d’arte a tutti gli effetti". I collezionisti d’arte sono avvisati, sono soldi che invece di svalutare dovrebbero aumentare di valore col passare del tempo, incrementare il nostro patrimonio artistico nazionale (ministro allertato mezzo salvato), ingenerare una caccia serrata con battuta d’arresto della deflazione e dell’inflazione dato che una volta che ne avrete trovato un esemplare non dovete farvelo scappare ma conservare per la gioia dei vostri figli prediletti che l’erediteranno e lo metteranno in cornice o lo convertiranno in titoli disordinari dello Stato. Reclaim the money, Boresta, è un tuo sacrosanto diritto! Indi reclama l’attenzione delle autorità perché ti assegnino il salario minimo, l’alloggio garantito, l’appoggio necessario, un vitalizio patrizio.
Pablo Echaurren





14° Project
Questa forma di intervento urbano da Pino chiamata DUR (Documenti Urbani Rettificati) nasce come propaggine del progetto "Cerca e Usa la Smorfia": i documenti urbani sono materiali cartacei affissi o comunque presenti nelle vie della città (manifesti elettorali o pubblicitari, segnali e indicazioni stradali, volantini, avvisi di ogni genere) che Boresta "rettifica", ovvero modifica incollandovi sopra le proprie smorfie, immagini del proprio volto storpiato in boccacce ed espressioni strane. L'utilizzo della parola "rettificare" è, in questo caso come in altri, altamente significativo, a implicare un intervento che serva a correggere qualcosa di sbagliato, quasi a voler riportare gli oggetti, i "documenti urbani" ad un ordine originario e perduto. Gli effetti sono a volte sorprendenti: dall'accostamento delle smorfie di Boresta con i testi o le immagini del "documento urbano" scaturiscono effetti di comicità surreale o contrappunti ironici che, come commenta l'artista stesso, servono a "disordinare e creare uno stato di pensiero che provochi uno stato di riflessione altro". E’ questo un richiamo piuttosto evidente alla strategia situazionista del detournement, che, attraverso l’accostamento di materiali eterogenei e tra di loro contrastanti, mira a far scaturire significazioni ulteriori e maggiormente efficaci. Come tutti gli interventi di Boresta anche questo è finalizzato a ribaltare, forzare o modificare gli automatismi dell'agire quotidiano, a deludere le aspettative, quasi che l'agire artistico possa diventare come una leva che scardini, partendo dalle piccole cose, i meccanismi che, nella nostra vita di tutti i giorni, siamo abituati a considerare automatici o inevitabili. Ed ecco che allora anche gli oggetti più odiosi, come una contravvenzione stradale, o noiosi, come un volantino pubblicitario, diventano spunto per un sorriso, per un momento di sovversione: per dirla con Boresta stesso "la smorfia non risolve i problemi, ma ne riduce sicuramente il peso specifico". Arte come strumento per creare leggerezza, può trovare il suo senso anche solo nel far scaturire un sorriso nel suo pubblico (casuale e involontario). Calvino: "speciale modulazione lirica ed esistenziale che permette di contemplare il proprio dramma come dal di fuori e dissolverlo in malinconia ed ironia" Interesse per il sociale, per la vita quotidiana, desidera intervenire direttamente ed esplicitamente – se pure con le modalità dell’operazione artistica – nelle strutture sociali, laddove per sociale si intende la somma collettiva delle esistenze singole, si rivolge ai singoli individui, non ad un pubblico-massa indifferenziato. Le sue operazioni artistiche sono percepite da individui, eppure rivolte ad una comunità. In molti casi non c’è riscontro dell’effetto, è un puro dono, l’identità dell’artista si sottrae. Piccole azione, in contrasto con grandi provocazioni
Silvia Biagi
Qui il link per ulteriori info:






15° Project
L'intervento fotografico che appare sulla copertina della rivista "Foto & Dintorni" con la scritta "Sposi Con Optional" non vuole essere il solito nudo (mirato a far scalpore e propaganda) né tanto meno uno dei tanti interventi esibizionistici che spesso si adottano nel settore dell'arte contemporanea spacciandosi magari per performance o evento o chi sa che altro. Men che meno vuol essere un nudo di protesta o denuncia (vedi alla voce parlamentari radicali o riformisti pro-referendum). L'artista e la sua compagna vogliono, in questo modo, annunciare l'avvenuta nascita della loro figlia Soele alla quale hanno dedicato il seguente lavoro fotografico. Una dedica per altro già compiuta anche sulle partecipazioni di Nozze, dove sul frontespizio capeggiava l'inconsueta scritta "Sposi con Optional", rivelando a tutti quello che in genere, in certe situazioni, si è sempre nascosto e si tende a nascondere tutt'ora, e cioè la felice attesa di una figlia.
Pino Boresta



Esposizioni:


11. Progetto Unghie Arte
Collettiva "Usa e Riusa", Discoteca Gilda, Roma 1996.
Collettiva "al Naturale", Villa Mazzanti, Roma 1996.
Collettiva "Acceleraz. finale arte veloce", Studio d'Oscar Turco, via Ausoni, Roma 1996.
Collettiva "Centro Documentazione Artisti Romani" Ass. Futuro, Roma 2002.



12. Magnifici 65
Collettiva "Dimensioni Variabili", Galleria Ass. Didèe, Siena 1996.
Collettiva "Visual Rave", L'Umanitaria Via Pace 10, Milano 1997.
Vincitore del concorso "Serial Public", presentazione al Teatro Mieli, Trieste 1997.



13. Timbro ad Arte per Banconote
Intervento Urbano non codificato Italia 1996.
Intervento di gruppo dei "Giochi del senso e/o non senso", Villa delle Rose, Bologna 1996.



14. Documenti Urbani Rettificati
Intervento Urbano non codificato a Roma nel 1995.
Collettiva "Contatti", Galleria il Graffio, Bologna 1999.
Collettiva "Buona Fortuna", Casa delle Culture, Cosenza 1999.
Collettiva "Guardami in faccia", Torretta Valadier, Roma 2004.
Personale "Simpers 05", Ass. Metaverso, Montetestaccio, Roma 2005.



15. Sposi Con Optional
Foto del 1995.
Pubblicazione sulla copertina della rivista "Foto&Dintorni" 1996.
Collettiva "Obiettivo Italia", Galleria il Cortile, Roma 1997.

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