venerdì 1 ottobre 2021

Sistemi marci

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Marci sistemi di potere


"Ma chi ti rappresenta?". Questa spesso la prima domanda che si sentono rivolgere giovani calciatori (o meglio le loro famiglie quando se lo possono permettere) costretti a pagare procuratori e altri faccendieri per giocare in squadre blasonate nel quale poter mettere in mostra il proprio talento. Questo ha fatto vedere ieri LA7 nel programma “Non è l’Arena” di Massimo Giletti. Un mondo del calcio italiano ormai marcio fino al midollo già da molto tempo, e che ci ha fatto toccare il fondo con l’eliminazione dell’Italia alla prossima Coppa del Mondo nel 2018 in Russia. E se guardiamo il medagliere dei Campionati Europei di calcio, ci accorgiamo che lo abbiamo vinto una sola volta nel lontano 1968, mentre altri Paesi più piccoli del nostro e che investo in questo sport enormemente meno risorse di quanto facciamo noi hanno risultati di gran lunga migliori dei nostri. Questo lo stato deprimente di come vanno le cose qui in Italia, e non solo nel calcio. È per questo che vi rimando a questo mio articolo uscito su Artribune il 15 febbraio 2018  (http://www.artribune.com/arti-visive/arte-contemporanea/2018/02/dibattito-opinione-pino-boresta/) dove dico la mia riguardo la sconfortante situazione italiana del sistema dell’arte contemporanea, incapace di premiare chi veramente lo merita. E a nulla serve lamentarsi con le istituzioni estere quando, come spesso succede, si dimenticano di invitare artisti italiani a manifestazioni internazionali importanti, perché anche in questo campo abbiamo troppo spesso sbagliato nel portare la squadra più debole e meno talentuosa. Artisti che hanno fatto strada non in virtù delle proprie capacità ma grazie alle storture tutte italiane dell’Art System strapieno di faccendieri e altre strane figure senza scrupoli e senza anima interessati solo alla parte economica, esattamente come succede nel calcio dove quello che conta è fare soldi, soldi, soldi e niente più.

pino boresta



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