mercoledì 4 gennaio 2017

"Tutti insider" di Pino Boresta


Venghino signori, venghino



















Se Joseph Beuys lo suggeriva, Massimiliano Gioni lo ha voluto dimostrare con “Il Palazzo Enciclopedico” che, “Sì! Siamo tutti artisti, ma tutti outsider”.  Ma outsider a chi e a che cosa visto che eravamo già tutti artisti? Forse outsider alle mostre e agli eventi importanti come la Biennale di Venezia? 

















Ormai anche l’idea dell’artista outsider sta diventando una barzelletta, tant’è che la stessa definizione è ormai insider, digerita e assorbita totalmente dal sistema stesso. Che sia stato questo il vero obiettivo della Biennale di Gioni? Il più astuto di tutti nel capire che quella era l’occasione giusta per eliminare distinzioni ormai inutili agendo con quel coraggio che lo distingue dagli altri curatori, altrimenti difficilmente si bruciano le tappe e si diventa direttori delle Biennali più importanti al mondo così giovani. 


















E ora che gli artisti outsider non esistono più? Ora che anche questa definizione ce l’hanno rubata quelli dei piani alti come ci chiameranno? Diversamente artisti? Oppure come hanno scritto per la mostra di Gioni: bordeline, involontari, dissidenti, per necessità, casi umani, hobbisti, dilettanti, visionari eterodossi, medium, mistici, ossessivi, disabili, irregolari, autodidatti, dilettanti, brut, naif, figure marginali, testimoni di altra natura. Non ha importanza. Tanto ormai in questi grandi eventi gli artisti rivestono solo ruoli di comparse. Io credo che gli artisti dovrebbero ribellarsi a questo stato di cose e ribadire la centralità della loro figura all’interno del sistema dell’arte. Gli artisti, dovrebbero formare gruppi di lavoro per ristabilire l’ordine delle cose, perché il gioco è giocato sulla loro pelle, sulla nostra pelle. 













Non si può essere fenomeni da baraccone, non si può essere messi in mostra, si deve tornare a essere la mostra, rivendicando lo status di artista e basta. Subito!  E non quando non avremo più orecchie per ascoltare né occhi per vedere e assaporare l’applauso e l’emozione del pubblico. E ‘fanculo ogni nemico, non lo dico io lo dice Tiziano Ferro in una sua canzone. E tu Enwezor, da che parte stai?











Pubblicato su: "Juliet" n. 172  April  – May  2015)

In foto: 

- Ritratto di Joseph Beuys (una mia opera).
- Ex Padiglione Italia alla Biennale di Venezia (fotocomposizione). 
- Ritratto digitale di Massimiliano Gioni (una mia opera). 
- Ritratto di Tiziano Ferro (una mia opera).
- Ritratto digitale di Okwui Enwezor (una mia opera). 

Errata corrige:
Nella versione su Juliet è stato erroneamente riportato il nome di Ewenzor invece di Enwezor.

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