sabato 18 giugno 2016

Elenco ArtBlitz 2012/2016



Art Blitz


Cronistoria

12° Parole, parole, parole.
13° Io vivrò.
14° Ars Defens. 
15° It’s up to me! 
16° Eat shit and die.
17° Io ce l’ho piccolo.
18° Manifesto della Boresta.
19° Fuori programma.


I titoli e date

12° M.E.P.12 - Maxxi Enpleinair Performance 29/09/2012
13° R.B.P.13 - Roma Biblioteca Performance 13/03/2013
14° P.Q.14 - Performance Quadriennale 25/02/2014
15° A.A.14 - Asta Autogestita  05/03/2014
16° O.T.P.14 - One Torino Performance 06/11/2014
17° M.I.P.15 - Macro Intervento Performance 02/07/2015
18° P.P.15 - Prato Performance 26/09/2015          
19° A.P.16 - Artughet Performance 16/03/2016


I luoghi

12° MEP12 - MAXXI Roma.
13° RBP13 - Biblioteca Nazionale a Roma.
14° PQ14 - Villa Carpegna a Roma.
15° AA14 - Cura Basement Roma.
16° OTP14 - Palazzo Cavour Torino.
17° MIP15 - MACRO Roma.
18° PP15 - Monash University Prato.
19° AP16 - Chiesa Santa Rita da Cascia Roma.







12° ArtBlitz - 29/09/2012


MAXXI di Roma














Un ArtBlitz Enpleinair di Pino Boresta















Parole, parole, parole.

Appuntamento:
CHIAMATA PER L’ARTE
Roma sabato 29 settembre  2012  dalle 12.00 alle 18.00
MAXXI  Museo delle arti del XXI secolo.

Appello:
Importante giornata di mobilitazione nazionale organizzata per discutere della gravità della situazione che tutti insieme ci troviamo a dover affrontare.

Hanno parlato en plein air :
Marco Altavilla, Giuseppe Appella, Stefano Arienti, Patrizia Asproni, Lorenzo Benedetti, Frida Carazzato, Fabio Cavallucci, Laura Cherubini, Marina Covi, Giacinto Di Pietrantonio, Raffaele Gavarro, Lorenzo Giusti, Guido Guerzoni, Alberto Guidato, Salvatore Lacagnina, Luigi Martini, Anna Mattirolo, Beatrice Merz, Massimo Minini, Alessandro Montel, Nomas Foundation, Chiara Parisi, Cristiana Perrella, Mario Pieroni, Bartolomeo Pietromarchi, Alfredo Pirri, Michelangelo Pistoletto, Adriana Polveroni, Ludovico Pratesi, Antonella Renzitti, Angela Rorro, Pierluigi Sacco, Giuseppe Stampone, Massimo Sterpi, Teatro Valle Occupato, Angela Tecce, Massimiliano Tonelli, Daniela Ubaldi, Valentina Vetturi.

Ha dipinto en plein air:
Pino Boresta.

Non cambi mai, non cambi mai, non cambi mai.



Qui di seguito le foto dell’azione:
































In foto:
- MAXXI di Roma (disegno digitale).
- Una serie di immagini che raccontano l’ArtBlitz.

13° ArtBlitz - 13/03/2013


Biblioteca Nazionale Centrale a Roma



















A Roma, nell’inedita sede della Biblioteca Nazionale Centrale la mattina del 13 marzo 2013 si è tenuta l'affollata conferenza stampa del curatore Massimiliano Gioni che con il presidente Paolo Baratta ha presentato l’atteso progetto della prossima Biennale d’Arte di Venezia, la 55° che quest’anno si svolgerà dal 1 giugno al 24 novembre.  












Io Vivrò

I don’t give up”, urla a pieni polmoni Pino Boresta. E se c’è qualcosa che va riconosciuto all’artista romano, insieme a una rara genuinità, sono la tenacia e la convinzione con cui porta avanti la sua ricerca, da almeno un paio di decadi. Performer, situazionista (o “Situazionauta” come ama definirsi), oltre che Street Artist ante litteram, Boresta è sbucato fuori dal pubblico della conferenza stampa della Biennale di Venezia, ieri a Roma, al grido di “Io vivrò”.
Dopo aver provocatoriamente annunciato, con email, post su forum e pubblicità sui giornali, che si sarebbe tolto la vita se Gioni non l’avesse invitato alla mostra, ha invece a sorpresa deciso di riaffermare con forza la propria esistenza, la propria condizione di outsider, di irregolare, di allegro e consapevole disturbatore. La performance, interrotta dal servizio d’ordine come ogni blitz che si rispetti, si è chiusa con un forte applauso, mentre Paolo Baratta, presidente della Biennale, riprendeva la parola dicendo a Massimiliano Gioni: “pensavo fosse una delle tue trovate”
Valentina Tanni (Artribune)

















Il più outsider di tutti
In tale clima sobrio ma pacifico è parsa quasi finta l'irruzione in sala (assolutamente reale) del perennemente escluso situazionista, Pino Boresta il più outsider di tutti, che aveva da tempo annunciato il suo suicidio nel caso non fosse stato invitato alla Biennale. Non essendo ovviamente stato invitato neanche questa volta ha rassicurato che sì, nonostante tutto, ancora “vivrà”.
Claudia Colasanti (pubblicato su Il Fatto Quotidiano)


Questo immagine con testo è stata pubblicata sulla rivista ARIA n. 2

















Qui i link dei video:




 



Questo quello che è uscito su varie testate cartacee e on line:


la Repubblica 14 marzo 2013
A interrompere la presentazione, per qualche secondo, c’è un aspirante artista. Quando torna il silenzio, Baratta indica Gioni: “Pensavo fosse una travata sua”.
Dario Pappalardo

Il Piccolo 14 marzo 2013
Una carrellata che, dopo la prima immagine della torre del sapere di Auriti, viene subito interrotta da un intervento estemporaneo dalla sala. Un uomo avanza con una piccola telecamera urlando in modo ossessivo: “a Io vivrò! Io vivrò! Si, io vivrò anche senza tutti voi!”. Qualcuno pensa ad un coup-de-thèâtre, qualcun altro ad un artista pazzo, come tanti ce ne sono e ce ne saranno sempre nella storia. L’uomo viene poi gentilmente portato via mentre continua a ripetere il concetto, che è in realtà la speranza segreta di ogni artista: lasciare un segno della propria presenza sulla terra. Il curatore procede come se niente fosse, citando Platone (“Nulla è più dolce di sapere tutto”diceva il filosofo greco) (…)
Lucia Cosmetico

Il Tempo 14 marzo 2013
E ieri, con un fuori programma, durante la presentazione alla stampa della Biennale si è toccato con mano a quali esiti può arrivare il forte senso di esclusione dal sistema dell’arte, quando l’artista Pino Boresta ha interrotto Gioni urlando ripetutamente «Io vivrò nonostante voi». 
Gabriele Simongini

Il Manifesto  4 marzo 2013
(…) Circa centocinquanta artisti, molti dei quali autodidatti (“ il riferimento è alla figura descritta da Sartre, il navigatore del caos”) che fanno saltare le regole del mercato e puntano su un’idea sciamanica della cultura, terapia salvifica piuttosto che apocalittica e preveggente. L'unica profezia viene invece fuori, da Pino Boresta (un tempo faccia fotocopiata sulla segnaletica stradale) che irrompe in sala urlando e giurando che vivrò, “ I’m an artist”, nonostante Biennali varie ed esclusioni vissute e rivissute. (…)
Arianna di Genova

l’Unità 13 marzo 2013
Aperta al pubblico dal primo giugno al 24 novembre, la mostra nel Padiglione ai Giardini e all'Arsenale avrà pagine da un manoscritto di Carl Gustav Jung, il padre di un ramo della psicanalisi, Maria Merz, Carol Rama e tante figure ai margini. “Tutti sono outsider, tutti sono autodidatti: è una delle premesse della mostra”, chiarisce il curatore. “È sul sogno e l'immaginazione che possono cambiare le cose, mentre se ci si appiattisce troppo sull'attualità si finisce per essere illustrativi”. E magari vale come segno del destino il signore che si è introdotto alla presentazione urlando “Io vivrò, vivrò anche senza di te, senza di tutti voi, io Pino Boresta continuerò a vivere, sì, io vivrò, sì io vivrò, I don't give up”. La novità principale però sarà il padiglione del Vaticano: allestito nell'Arsenale, verrà presentato dalla Santa Sede in una conferenza stampa a sé visto che ora da quelle parti hanno altri impegni. 
Stefano Milani

Insideart  13 marzo 2013
Non è una mostra, ma una ricerca. Non è una mostra, ma un museo. Non è una mostra, ma un percorso antropologico. In molti modi si è spiegato, descritto e commentato, il progetto ideato da Massimiliano Gioni per la Biennale d’arte di Venezia. Il palazzo enciclopedico – così chiamato dal sogno utopistico di Marino Auriti che nel 1955 depositò all’ufficio brevetti statunitense l’idea di un museo che avrebbe dovuto ospitare tutto lo scibile umano, dalla ruota al satellite – fa rivivere la suggestione del luogo depositario della conoscenza in chiave artistica per il nuovo appuntamento in laguna. Un’idea presentata con entusiasmo e grandi aspettative, anche se non sono pochi i dubbi sulla riuscita di un evento di questo tipo. Ma andiamo con ordine. La presentazione, in programma alla Biblioteca nazionale di Roma, in una sala gremita di giornalisti e addetti ai lavori, si è svolta secondo copione: i saluti del direttore della Nazionale Osvaldo Avallone, l’intervento del presidente della Biennale Paolo Baratta, seguito da quello di Gioni. Unico fuori programma – quasi come uno studiato intermezzo tra un intervento e l’altro – l’exploit del sedicente artista Pino Boresta che dal fondo della sala conferenze, in una esibizione degna del miglior Sanremo, ha urlato: «Io vivrò nonostante te, Gioni» per cinque lunghissimi minuti, nel silenzio generale. Poi si è continuato a parlare di Biennale.
Maria Luisa Prete 

Corriere della sera  14 marzo 2013   Questa volta, le aspettative create dal direttore Massimiliano Gioni (classe 1973) sono ancora più alte del solito. La platea pende dalle sue labbra e da quelle del presidente Paolo Baratta quando, all’improvviso, un uomo (l’artista Pino Boresta) si alza dal fondo della sala e inizia a declamare una poesia a voce alta e sempre più incalzante. Ripete “io vivrò” e si avvicina al palco dei relatori. La tensione si stempera quando Gioni si scusa per l’interruzione mentre Baratta esclama: “io credevo fosse una delle tue trovate”.
Annalisa Rosso

Groane.it  marzo 2013 
Presentata la Biennale N° 55. Come sempre attese e polemiche, tra ricerca e voglia di stupire
 La Biennale di Venezia, è stata presentata ufficialmente a Roma. A breve sarà presentata a Berlino, Londra, New York e Parigi. La Biennale resta l’evento per antonomasia del mondo dell’arte: imprescindibile e sempre al centro di mille polemiche.  Le aspettative create dal direttore Massimiliano Gioni (classe 1973) sono più alte del solito. La platea romana pende dalle sue labbra e da quelle del presidente Paolo Baratta.  All’improvviso, un uomo (l’artista Pino Boresta) si alza dal fondo della sala e inizia a declamare una poesia a voce alta e sempre più incalzante. Ripete “io vivrò” e si avvicina al palco dei relatori. La tensione si stempera quando Gioni si scusa per l’interruzione mentre Baratta esclama: “io credevo fosse una delle tue trovate”. 
Redazione

Mentelocale.it  25 marzo 2013
Pino Boresta vivrà. Anche se la Biennale di Venezia ha scelto di fare a meno delle sue performance. È stato lo stesso artistasituazionista romano a rivendicarlo al grido di «Io vivrò», un grido liberatorio con il quale Boresta ha interrotto la conferenza stampa della Biennale di Venezia in corso a Roma. Outsider per eccellenza, il performer aveva annunciato nei mesi scorsi che si sarebbe suicidato nel caso la Biennale l'avesse nuovamente escluso. Un'eventualità - quella dell'esclusione dai nomi in campo quest'anno - che si è prontamente verificata.
Così Boresta ha scelto di non desistere e di presentarsi tra il pubblico della Biblioteca Nazionale per assistere alla presentazione della Biennale che verrà. Confuso tra il pubblico, a un certo punto della conferenza stampa Boresta si è alzato e ha iniziato a gridare alla ribalta il suo «I don't give up». Un vero e proprio blitz performativo, interrotto solamente dagli addetti alla sicurezza che hanno trascinato via l'artista tra gli applausi del pubblico.
MaP



















COMMENTI SU FACEBOOK:

Questo il post di Domenico Mimmo Di Caterino del 25 marzo 2013 che cita un commento di Luca Rossi
ed il botta e risposta che ne consegue:
"Boresta è il più insider di tutti perché per vivere deve andare alla conferenza stampa della biennale..neanche alla mostra. Critica istituzionale di vecchia data. Io vivrò???? Alla conferenza stampa? Vivrà cosa??? Ma dai...si vive con il fare e con i contenuti. Oggi tutti possono scrivere io vivrò sulla propria bacheca....Boresta è incagliato in vecchie logiche sistemiche...io capitalizzare???? mai tu sogni...."

Risposta di Pino Boresta
Scusa L.R. non sei tu che hai scritto questo su Artribune?:
whitehouse scrive il 14 marzo 2013 alle 14:53
“Molto divertente, davvero. Questa sua ossessione di partecipare, e di vivere. E ossessione di Gioni, soprattutto. E’ un peccato che rimanga sempre appeso al limite istituzionale: “vivere significa infiltrarsi nell’istituzione”. Quindi è triste che l’istituzione debba dare la vita. Sarebbe bello se Boresta si infiltrasse con un contenuto. Ma forse non conosciamo bene il suo percorso. Forse servirebbe un Gioni coraggioso che lo invitasse e porgesse l’altra guancia, e vedere cosa succede. Io posso invitarlo a Kremlino, se Pino Boresta volesse: http://www.whlr.blogspot.it/2013/03/kremlino.htmlun
e anche questo:
whitehouse scrive il15 marzo 2013 alle 15:35
non capite…ma forse non lo capisce neanche Boresta…che Boresta un posto lo ha già, lo ha preso nei modi che lui apprezza……o vogliamo ancora dire che “bisogna essere invitati ufficialmente” con la lettera anni 70 ingiallita e scritta dalla macchina da scrivere….ma dai…” 
NON SEI UN PO' SCHIZOFRENICO?

Domenico Mimmo Di Caterino
Questa operazione Luca Rossi la trovo fetidamente insider:)

17:58
Domenico Mimmo Di Caterino
…Pino Boresta con la sua azione non chiede di essere invitato, attesta bensì l’inutilità della Biennale di Venezia e degli addetti ai lavori e di infiltrarsi non gli interessa proprio, la teoria dell’infilitrazione è quella dei paraculi che mirano a piazzare un prodotto in virtù di paventati diversi contenuti, che in realtà i contenuti mirano a controllarli e a svenderli, ma secondo te caro Luca Rossi, pensi che a un artista del calibro di Boresta possa interessare la Biennale di Venezia o qualche tuo progettino che in realtà mira a piazzare te stesso? Dimenticavo, sei la schifezza dell’attivismo artistico italiano o meglio rappresenti al meglio l’italianità con la tutta la sua furbizia da ladri di polli e mancanza di dignità.

19:48
Luca Rossi
Non dire cavolate. Per vivere bisogna andarlo a urlare alla conferenza della biennale? La risposta è no. Vivi se hai contenuti interessanti rispetto una certa argomentazione critica consapevole della storia e del presente. Questa è solo critica istituzionale. Ma mostra la debolezza di Boresta, che ha bisogno di essere alla Biennale per vivere...Boresta dipende da ciò che critica....contraddittorio e fine a se stesso...

19:56
Domenico Mimmo Di Caterino
Tu invece no? Boresta è fuori sistema e ne nota la vacua e futile struttura sostenuta sull'illusione che crea capitale, tu sei un progetto che mira a capitalizzare i cambiamenti che verranno, il tuo è un lavoro senza un briciolo di dignità, quello di Boresta rivendica la dignità della ricerca artistica e la connette alla vita, oltre i limiti del tuo sistema....
Oggi

00:18
Luca Rossi
Boresta è il più insider di tutti perché per vivere deve andare alla conferenza stampa della biennale..neanche alla mostra. Critica istituzionale di vecchia data. Io vivrò???? Alla conferenza stampa? Vivrà cosa??? Ma dai...si vive con il fare e con i contenuti. Oggi tutti possono scrivere io vivrò sulla propria bacheca....Boresta è incagliato in vecchie logiche sistemiche...io capitalizzare???? mai tu sogni....

07:15
Domenico Mimmo Di Caterino
Boresta va alla conferenza stampa con i suoi contenuti e crea un flusso tra quel sistema che tu tanto difendi in nome del nuovo ma che risale alla fine dell'ottocento e che uccide la libera ricerca artistica e racconta che nonostante subisca l'omissione dell'istituzione vivrà, con la forza della sua identità e dignità artistica, questi sono i suoi contenuti, sono reali e tridimensionali, non bidimensionali e figli della truffa del web che tanto cavalchi con un progetto privo d'identità che mira a raccogliere quello che il sistema diventerà ed a cui si adatterà con la furbizia radical chic del paraculo addetto ai lavori, stai capitalizzando il sogno ma purtroppo per te non tutti sognano.





COMMENTI SU ARTRIBUNE:


Alex Gianotti scrive:
Grande Pino!!! Mi fa piacere vederti pieno di energia. Rimani un uomo da marciapiede. La biennale è diventata un cimitero meglio starci lontano.
whitehouse scrive:
Molto divertente, davvero. Questa sua ossessione di partecipare, e di vivere. E ossessione di Gioni, soprattutto. E’ un peccato che rimanga sempre appeso al limite istituzionale: “vivere significa infiltrarsi nell’istituzione”. Quindi è triste che l’istituzione debba dare la vita. Sarebbe bello se Boresta si infiltrasse con un contenuto. Ma forse non conosciamo bene il suo percorso. Forse servirebbe un Gioni coraggioso che lo invitasse e porgesse l’altra guancia, e vedere cosa succede. Io posso invitarlo a Kremlino, se Pino Boresta volesse: http://www.whlr.blogspot.it/2013/03/kremlino.html
Renata scrive:
grande pino!
Ipson de Boccon scrive:
Un mito. Grande maestro.
pino Barillà scrive:
Signor Gioni. Un posto per Boresta che ci vuole a trovarlo ….
whitehouse scrive:
non capite…ma forse non lo capisce neanche Boresta…che Boresta un posto lo ha già, lo ha preso nei modi che lui apprezza……o vogliamo ancora dire che “bisogna essere invitati ufficialmente” con la lettera anni 70 ingiallita e scritta dalla macchina da scrivere….ma dai…
Mariopesceafore scrive:
Al solito Luca Rossi non capisce nulla….
Mariopesceafore scrive:
Pino Boresta con la sua azione non chiede di essere invitato, attesta bensì l’inutilità della Biennale di Venezia e degli addetti ai lavori e di infiltrarsi non gli interessa proprio, la teoria dell’infilitrazione è quella dei paraculi che mirano a piazzare un prodotto in virtù di paventati diversi contenuti, che in realtà i contenuti mirano a controllarli e a  venderli, ma secondo te caro Luca Rossi, pensi che a un artista del calibro di Boresta possa interessare la Biennale di Venezia o qualche tuo progettino che in realtà mira a piazzare te stesso? Dimenticavo, sei la schifezza dell’attivismo artistico italiano o meglio rappresenti al meglio l’italianità con la tutta la sua furbizia da ladri di polli e mancanza di dignità.









Dal blog di LUCA ROSSI e su FACEBOOK:
whitehouse scrive:
io capisco il valore di pino boresta, ma credo che sia una cosa da anni 90, forse 70, riguardo la critica istituzionale. L’arte non è istituzione oggi, ma sovra produzione, idee e contenuti. L’istituzione arte, il museo come la mostra è in crisi. Quindi è profondamente sbagliato oggi fare queste incursioni, perché chiunque può partecipare veramente alla “biennale”. Queste incursioni credono ancora che per esistere si debba partecipare. Non è così, e questo non è necessariamente un bene (vedi il postare continuo di contenuti su facebook). La partecipazione è collaborazione e responsabilità. E’ una cosa grave, in tutti i sensi.















EMAIL:

02/04/2013 21.24
Fabrizio Passarella
e a me?....

06/04/2013 22.50pm
Risposta:
Pino Boresta
SEI UN PO CINICO, NON TROVI? Ho visitato il suo sito e credo ci vorrebbe più empatia tra artisti di quelle di cui parla lo scrittore americano PKD
p.b.

07/04/2013 12.24
Fabrizio Passarella

No solo stanco di essere ossessionato. Io ho empatia per te e per tutti, ma non capisco perché minacciare il suicidio per la biennale. E io che dovrei fare? buttarmi giù dal campanile di San Marco? Ci sono altre cose nella vita oltre le biennali (a cui peraltro non sono mai stato invitato, sopravvivendo comunque) ... In bocca al lupo e fatti una vita.

Questo immagine con testo è stata pubblicata sulle riviste Juliet n.162 e ARIA n. 4



In foto:
- Biblioteca Nazionale a Roma (disegno digitale).
- Frame dal video “Io Vivrò”.
- Ritratto digitale di Paolo Baratta e Massimiliano Gioni (delle mie opere).
- Opera digitale della serie dei “Testamenti” pubblicata anche sulla rivista ARIA n.2.
- Link e frame del video dell’ArtBlitz (un ringraziamento speciale a Max per la ripresa).
- Link e frame del video “Io Vivrò” montato da Giulia Buffa.
- Una serie di 4 autoritratto digitali (delle mie opera).
- Autoritratto digitale con testo, pubblicato anche su le riviste Juliet n.162 e ARIA n.4.
- Un altro frame dal video “Io Vivrò”.




14° ArtBlitz - 25/02/2014


Villa Carpegna a Roma















Ars Defens


“Io non prendo per il culo nessuno, io non sono un terrorista, io credo in quello che faccio, io vivo per la mia arte, per me l’arte è tutto, forse troppo….”

Questo è ciò che ho urlato il giorno 25 febbraio 2014 alle ore 18.00  all’indirizzo di un astante, che stava insultando e denigrando tutti gli artisti contemporanei qualificandoli dei terroristi, nel corso della presentazione del libro “Ars Attack. Il bluff del contemporaneo”. Tutto questo alla Quadriennale di Roma,  nella sede di Villa Carpegna a Roma. Moderava Gianluca Marziani, invitato alla conversazione anche Angelo Capasso oltre chiaramente all'autore del libro Angelo Crespi. Questa la breve cronistoria di questo mio Artblitz.

pino boresta







Cosi è stato descritto il libro in alcuni comunicati stampa:

“…pamphlet pungente e ironico che svela le pecche dell’art-system, gioco milionario, fede che non prevede eterodossia, e che sembra aver dimenticato quell’idea di Bellezza che ha permeato una storia dell’arte di cui siamo ancora fruitori qui e ora. Coraggioso e senza peli sulla lingua, un testo che non risparmia nessuno.”

“Sulle orme di Tom Wolfe e dell'aspra critica spietatamente analitica di Fumaroli e Jean Clair, Angelo Crespi commenta, ironico e disincantato, le espressioni più emblematiche della produzione artistica odierna, consapevole che siamo seduti sulle spalle di giganti e che lo sguardo sul contemporaneo non può prescindere dall'antico, che ci guida a capire "perché una cosa vada considerata arte e un'altra no".

“Una sorta di non-arte, per la quale Crespi forgia il neologismo sgunz. Se accogliessimo l’idea dello sgunz come di un qualcosa di diverso dall’arte. Lo sgunz è una fede, con molti fedeli che ascoltano il Verbo propinato da storici e critici, curators e giornalisti, artisti osannati – gente da copertina, non spiantati che patiscono la fame come i veri avanguardisti del primo Novecento –, collezionisti, mercanti, galleristi e direttori di museo, gli happy few dell’art-system. Denaro a pioggia per gli addetti ai lavori, e benevola concessione al pubblico generico, ammesso alla visione e alla spiegazione, e quindi addestrato a sentirsi elevare lo spirito dinnanzi a specchi rotti, plastica, sangue, umori e quant’altro.”







In foto:
- Villa Carpegna a Roma sede della Quadriennale di Roma (disegno digitale).
- Ritratti digitali di Angelo Crespi, Angelo Capasso e Gianluca Marziani. (delle mie opere).
- Copertina del libro “Ars Attack. Il bluff del contemporaneo”.


15° ArtBlitz - 05/03/2014


Cura basement a Roma




It’s up to me!

Happening:
It’s up to you! è un happening che per un'intera settimana, a partire dal 5 marzo 2014 alle ore 18.00 si è tenuto alla sede espositiva di Cura Magazine la quale ha aperto le porte ad artisti, grafici, studenti, oggetti, pezzi di carta, poesie, collage, fotografie e pensieri che si sono accumulati nelle stanze di cura.basement. La galleria ha messo a disposizione, come una tela bianca, tutte le superfici dei locali di via Nicola Ricciotti, sia lo spazio espositivo che gli uffici, il bookshop, il bagno le scale. La galleria ha offerto durante la serata dell’inaugurazione birra e dj-set, mentre il pubblico ha portato da casa martelli, chiodi, colori, forbici, scotch, penne e matite e tutto il necessario per creare le loro opere.

















Breve cronistoria:
Per partecipare a questa iniziativa sono uscito di casa senza nulla, sono salito in auto e prima di arrivare alla galleria mi sono fermato a una edicola e ho chiesto all’edicolante se poteva regalarmi uno di quei grossi manifesti cartonati che aveva legato e ammucchiato e in un angolo. Il giornalai me lo ha concesso, così né ho scelti un paio, l’ho ringraziato e me ne sono andato. Arrivato allo spazio né ho preso uno insieme alla cartellina delle facce (le smorfie che ho sempre in auto). Ho rettificato il cartellone sul pavimento al centro di una stanza dello spazio espositivo e poi l’ho affisso al muro.


























Appendice:
Al termine della mostra ho recuperato il MR Manifesto Rettificato è ho impostato su Internet un asta autogestita nel tentativo di venderlo.  Questo qui di seguito è il comunicato pubblicato su i vari siti e blog nel quale è stato pubblicato; “BASE DI PARTENZA 150 EURO Vendo al miglior offerente questo MR (Manifesto Rettificato) realizzato ed esposto ad ‘It’s up to you’ nello spazio dell'Art magazine e casa editrice ‘CURA’. Sono sotto attacco dello Stato e tra Multe stradali, TARES e Bollette di ogni sorta non arrivo più a fine mese e sono pieno di buffi. Per Roma e provincia consegna a domicilio scadenza e data ultima per fare un offerta 1 maggio 2014.” Chiaramente l'opera andò invenduta. Per questo  ora  it’s up to me!

pino boresta

























Descrizione dell’opera:
L’opera messa all’asta fa parte del progetto D.U.R. – Documenti Urbani Rettificati, che si propone di modificare, attraverso il "marchio" dell’artista e cioè la sua faccia che assume le smorfie più disparate, tutto il materiale cartaceo che si trova affisso e non per la città, inducendo lo spettatore a uno stato di riflessione sul fluire, sull’evolversi del disordine che ci circonda. In questo caso l’artista, stimolato dalla recente campagna elettorale, è intervenuto in maniera più sistematica e incisiva sui manifesti elettorali, sovrapponendo le sue smorfie ai volti dei candidati, creando un effetto "sdrammatizzante" sulle vicende politiche. Risulta evidente che l’intera opera artistica di Pino Boresta è permeata da una massiccia dose di ironia, ma anche da un bisogno di comunicazione che spesso l’arte contemporanea tende a non mostrare così esplicitamente.



In foto:
- Cura basement a Roma (disegno digitale).
- Classica edicola romana.
- Parte della installazione della mostra .
- M.R. Manifesto Rettificato esposto per l’evento e poi messo all’asta.

16° ArtBlitz - 06/11/2014


Palazzo Cavour di Torino







Eat Shit and Die

“...mi vanto di aver celebrato la pigrizia nelle arti. Mi chiedo se la gente continuerà a credermi.” Cosi risponde Duchamp a Descargues che gli chiede conto della sua ancora intensa attività in ambiente artistico nonostante avesse annunciato di volersi dedicare solo al gioco degli scacchi. Grande Maurizio Cattelan hai vinto ancora una volta tu, ed io sono contento, alla faccia di tutti quelli che dicono che sei un mistificatore alla Marcel. Quel giorno 6 novembre 2016 c'ero pure io in fila per entrare alla mostra "Shit and Die" curata da Maurizio Cattelan, Myriam Ben Salah e Marta Papini per il progetto espositivo One Torino. Ero lì in veste di parassita e mi sono ritagliato un posticino lì fuori, perché per essere “dentro” bisogna essere molto più bravi di quanto riesca a fare io, ma giuro che continuerò a provarci, lo devo fare per non buttare al vento trent’anni di durissimo lavoro e per non deludere tutti coloro che credono in me.



































L'opera più bella era il titolo

“Io senza gli altri, non sono nessuno sono davvero vuoto. Rubando qualche frase qua e là è dai tempi della scuola che vado avanti cosi: la mia maestra si arrabbiava perché non avevo neanche la furbizia di copiare dagli studenti più bravi. Mi vergogno e io mi ci sento un ladro che deruba la fiducia di tutto il mondo dell'arte.” Questa la disarmante sincerità con la quale Maurizio Cattelan risponde a Francesco Bonazzi in un’intervista pubblicata su JULIET n.119 nel 2004. Ragazzi, ma come si fa a continuare a criticare un artista che può permettersi di dire queste cose? Questo era quello che era necessario dire in quel momento, e lui l'ha detto ed io credo che Maurizio non sta barando, è arrivato, dove è arrivato perché è stato ed è il migliore, il più intelligente, il primo a capire quello che bisogna fare e come farlo e come esattamente bisogna comportarsi per ottenerlo. Trovo stupido, e anche noioso, continuare a criticare un artista italiano che è riuscito raggiungere un successo internazionale come quello suo. Per quel che concerne la mostra ribadisco, quello già detto anche in altra sede e cioè, che trovo il titolo scelto da Maurizio l'opera più bella che c'era nella mostra, difatti è anche quella più venduta ovunque essa venga stampigliata o riprodotta.  Non sono, invece, d'accordo con chi dice che tutto il resto sia stato solo un necessario contorno per promuovere il brand “SHIT AND DIE”, anche perché io avrei fatto carte false per far parte di quel contorno. Anche se alla mia maniera un po’ forse ci sono riuscito, con l’intervento visibile in parte nelle foto qui esibite, ma stare sempre fuori, ora che sono in piena stagione invernale, se prima o poi non mi fanno entrare dentro rischio di morire di freddo. Ma forse sono già morto e non me ne sono accorto?
pino boresta
















In foto:
- Palazzo Cavour di Torino Roma (disegno digitale).
- Elaborazione digitale (una mia opera).
-  5 foto che racconto parte dell’ArtBlitz fuori e dentro la sede espositiva.
- Invito della mostra.