domenica 26 febbraio 2017

SOS-BORESTA

  
Ceci n'est pas une œuvre d'art 



Questo non è un progetto artistico ma, forse, un'occasione anche per voi, e non solo di aiutare un artista (amico) in difficoltà.

Avevo pronto un testo che ho scritto: "Sulla tristezza di un boresta", che parla della tristezza di un artista costretto a ricorrere ad una operazione come questa del mio Crowdfunding "SOS-SFRATTO". Ma poi qualcuno mi ha suggerito che non era tempo ora di fare questo tipo di riflessioni e che ognuno degli addetti ai lavori o meno dell'arte contemporanea avrebbe sicuramente potuto fare da solo e meglio.  Anzi lasciare spazio alle riflessioni e pensieri altrui era più utile e produttivo sia per loro che per me, ed allora ho fatto così. Ma allo stesso tempo ho pensato che però qualcosa dovevo fare, anche per ringraziare in qualche modo tutti quelli che hanno fatto e stanno facendo qualcosa per aiutarmi, e che ogni volta che ci penso la mia fragilità emotiva viene messa a dura prova. Ho così pensato di mettere su questo che ho chiamato "SOS-Boresta Effemeridi", che tenterò di tenere il più aggiornato possibile, e il più dettagliato che riuscirò a fare.
pino boresta













SOS-Boresta Effemeridi:




10 febbraio 2017: Pubblicato su Kapipal il crowdfunding:
SOS-SFRATTO  

http://kapipal.com/projects/sos-sfratto/



23 febbraio 2017: Pubblicato su Artribune News:
L’S.O.S. di Pino Boresta. L’artista romano lancia un crowdfunding per evitare lo sfratto.

Un artista in difficoltà lancia una campagna di crowdfunding per evitare lo sfratto. E coglie l’occasione per donare un’opera ad un museo pubblico. Ricompense in opere d’arte per tutti i donatori.















Pino Boresta è quello che si definisce un outsider. Fuori dai circoletti dell’arte che conta, non compare nelle mostre internazionali e le sue opere non saturano il mercato. Tuttavia, la sua presenza è impossibile da ignorare, e una ricerca anche veloce sul suo passato ci fa scoprire una figura poliedrica e per molti versi anticipatrice, in particolare nel campo della street e urban art, settore tanto in voga negli ultimi anni. Le “smorfie adesive” di Boresta, che caratterizzano il paesaggio urbano della Capitale (e non solo) da ormai quasi 25 anni, sono infatti un esempio precocissimo, soprattutto nel nostro paese, di uso dello sticker come mezzo artistico, una pratica che ha illustrissimi protagonisti oltreoceano, come il celeberrimo Shepard Fairey.
UN’OPERA PER UN MUSEO
Oggi l’artista romano sale agli onori della cronaca per un’iniziativa che intreccia personale e professionale. Con la campagna di crowdfunding SOS-Sfratto, Boresta chiede infatti aiuto per evitare uno sfratto imminente, eventualità che getterebbe lui e la sua famiglia (una moglie e tre figli in età scolare) in mezzo a una strada. L’artista ha però deciso di cogliere l’infausta occasione per coinvolgere il pubblico e le istituzioni, donando multipli e opere uniche. Se l’obiettivo della campagna sarà raggiunto (ossia la raccolta di 6mila euro) l’opera unica I don’t give up Arancio (2013) verrà donata al museo di Spoleto Palazzo Collicola Arti Visive e il denaro verrà utilizzato per pagare parte del debito maturato a fronte dell’ingiunzione di sfratto. Inoltre, per donazioni di almeno 30 euro, l’artista invierà i suoi ormai storici adesivi CUS (Cerca e Usa la Smorfia). A coloro che doneranno almeno 100 euro sarà inviata unaSmorfia Manipolata del 2016 mentre a chi donerà almeno 500 euro l’artista invierà un’opera storica del 1994/1995 scelta tra le Smorfie Texture. Per partecipare alla campagna c’è tempo fino al 30 aprile 2017.  http://kapipal.com/projects/sos-sfratto
http://www.artribune.com/arti-visive/arte-contemporanea/2017/02/ls-o-s-di-pino-boresta-lartista-romano-lancia-un-crowdfunding-per-evitare-lo-sfratto/

23 febbraio 2017 alle ore 16:51
"Pino Boresta ha bisogno di una mano #supportpinoboresta"
Così commenta su Facebook Valentina Tanni che condivide il post di ARTRIBUNE: 
"Un artista in difficoltà lancia una campagna di crowdfunding per evitare lo sfratto. E coglie l'occasione per donare un'opera ad un museo pubblico. Ricompense in opere d'arte per tutti i donatori. Artista sul lastrico lancia crowdfunding per non finire sotto ai ponti. Pino Boresta lancia una campagna di crowdfunding per evitare lo sfratto. Ricompense in opere d'arte per tutti i donatori."

23 febbraio 2017 alle ore 16:31
"I #support Pino Boresta. Io sostengo Pino Boresta"
Così commenta su Facebook Santa Nastro che condivide il post di ARTRIBUNE:
"Un artista in difficoltà lancia una campagna di crowdfunding per evitare lo sfratto. E coglie l'occasione per donare un'opera ad un museo pubblico. Ricompense in opere d'arte per tutti i donatori. Artista sul lastrico lancia crowdfunding per non finire sotto ai ponti. Pino Boresta lancia una campagna di crowdfunding per evitare lo sfratto. Ricompense in opere d'arte per tutti i donatori."

23 febbraio 2017 alle ore 17:09
"Da sabato 4 marzo 2017, presso il bookshop di PALAZZO COLLICOLA ARTI VISIVE, troverete un salvadanaio per le donazioni a favore di Pino Boresta... ad ogni anima pia che darà qualche denaro il museo regalerà un catalogo a nostra scelta tra le molte produzioni editoriali di questi anni..."
Così commenta su Facebook Gianluca Marziani che condivide il post di ARTRIBUNE: 
Il crowdfunding di Boresta contro lo sfratto. Pino Boresta lancia una campagna di crowdfunding per evitare lo sfratto. Ricompense in opere d'arte per tutti i donatori.

24 febbraio 2017 alle ore 18:49
Così commenta Pino Boresta questo Post di Facebook di Gianluca Marziani:
"Grazie Gianluca in questo momento difficile per me e la mia famiglia sto scoprendo aspetti di solidarietà nei miei confronti che non mi sarei aspettato. Sapevo di essere odiato e di avere giusto qualche estimatore, ma se questa brutta esperienza che tanto mi sta insegnando diventa utile per scoprire che poi il mondo intorno a te non è così cattivo come ogni giorno te lo dipingevi, allora, tutto questo anche se fallirò, ancora una volta, sarà perlomeno utile e sarà servito ad aprirmi gli occhi su aspetti diversi e per me nuovi della vita."

24 febbraio 2017 alle ore 18:54
Così risponde Gian Maria Tosatti al commento di Pino Boresta al Post di Gianluca Marziani:
"Caro Pino, io non credo che tu sia odiato. Credo anzi, che sia molta la stima che il mondo dell'arte ti porta per il lavoro da precursore che hai compiuto. Io credo che la cosa ti venga anche riconosciuta nei limiti del fatto che tu per primo hai declinato la tua personalità artistica in modo borderline e fuori sistema. Ma questo era funzionale alla tua pratica e alla tua pratica espressiva. Per cui forse non hai avuto una consacrazione a livello di sistema (avendo tu lavorato radicalmente fuori da esso), ma penso che l'arte non sia il sistema. Il sistema è solo la sua regione economicamente ricca. La storia dell'arte è altro. E credo che il tuo posto ti venga riconosciuto da molti nelle pagine di storia dell'arte di questi decenni."

23 febbraio 2017 alle ore 23:23
"Sosteniamo il grande Pino Boresta!"
Così commenta su Facebook Marco Enrico Giacomelli che condivide il post di ARTRIBUNE: 
"Un artista in difficoltà lancia una campagna di crowdfunding per evitare lo sfratto. E coglie l'occasione per donare un'opera ad un museo pubblico. Ricompense in opere d'arte per tutti i donatori. Artista sul lastrico lancia crowdfunding per non finire sotto ai ponti. Pino Boresta lancia una campagna di crowdfunding per evitare lo sfratto. Ricompense in opere d'arte per tutti i donatori."

24 febbraio 2017 alle ore 9:05
"L'artista Pino Boresta ha bisogno di noi! (E il mondo ha bisogno di più Pino Boresta, ma è un'altra storia) #supportPinoBoresta"
Così commenta su Facebook Caterina Porcellini che condivide il post di ARTRIBUNE:
Il crowdfunding di Boresta contro lo sfratto. Pino Boresta lancia una campagna di crowdfunding per evitare lo sfratto. Ricompense in opere d'arte per tutti i donatori.


25 febbraio 2017: Pubblicato su Exibart News:
"SOS" CONTRO LO SFRATTO DELL'ARTISTA PINO BORESTA, CHE CERCA DONATORI CON IL CROWDFUNDING. E IN CAMBIO CONCEDE OPERE E MULTIPLI




















Il goal è di 6mila euro, e mancano ancora 64 giorni prima del 30 aprile, termine ultimo per la vostra donazione. Di che parliamo? Della richiesta "SOS Sfratto" dell'artista Pino Boresta, che non solo mette in luce la sua situazione personale di uomo e padre di famiglia e d'artista, ma anche dell'ATER, l'Azienda Territoriale che gestisce gli alloggi popolari, "ente che è allo sbando totale per i ben noti motivi di mala gestione", scrive Boresta nel suo appello. Un'accorata lettera, che potete trovare per intero sul sito Kapipal, insieme a tutta la documentazione che mostra l'ingiunzione di sfratto "Per alcune mensilità arretrate non pagate che l’ATER ci richiede e a cui non siamo riusciti a fare fronte a causa della forte difficoltà economica nella quale ci troviamo a vivere", scrive l'artista che mette in luce anche in suoi guadagni: "Io lavoro come collaboratore scolastico e ho 1100 Euro al mese e ci siamo trovati più di una volta a dover scegliere se fare la spesa e sopravvivere o pagare l’affitto e soccombere". E allora? Allora Pino Boresta chiede il vostro aiuto e, in base alla cifra che accetterete di donare avrete opere e multipli, e se il goal verrà raggiunto anche per Palazzo Collicola Arti Visive di Spoleto vi sarà un regalo: I don't give up Arancio, un olio su tela del 2013, opera della serie "Testamenti” (sopra). Poi vi saranno le Smorfie Texture del 1994/1995, che verranno inviate a chi donerà almeno 500 euro, le Smorfie Manipolate del 2016, che verranno inviate a chi donerà almeno 100 euro, e gli adesivi CUS (Cerca ed Usa la Smorfia), che verranno inviati a chi donerà almeno 30 euro. Un piccolo gesto per una grande azione. E in bocca al lupo Pino!
http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=52435&IDCategoria=204


27 febbraio 2017 alle ore 2:33
- "Pino Boresta è un Artista,  uno dei piu' grandi pionieri italiani - mondiali ? - della "street art",forse l'artista vivente più outsider che esiste oggi.  Ogni volta leggo pappardelle infinite, dibattiti sulla coerenza, sulla " street credibility " ... "Caio s'è venduto, Tizio è commerciale, però Sempronio ha fatto mezza mostra in galleria, ee però l'astratto, si ma i fumetti, oddio i graffiti...  etc etc etc etc etc" tanti, troppi, tipicamente italiani bla bla bla. Ecco.  Pino è l'essenza di tutto ciò che cè di più puro, di più HARD CORE in questo tipo di movimento artistico. Il nostro, tutti siamo cresciuti con la sua faccia sparsa per Roma quando ancora gli unici adesivi che attaccavamo erano le figurine sugli album del campionato. Ora c'è da agire,  perché serve, perché collaborare è bello, perché aiutare è la base, dopo tante chiacchiere è arrivato il momento di qualche fatto. Fate una cosa utile e bella, utile anche a voi. partecipate, condividete, anche solamente leggere che succede e prendere una posizione è importante. Scusate l'accollo ma penso che sia importante grazie notte" -
Così commenta su Facebook Flavio Solo che condivide il post di ARTRIBUNE:
Il crowdfunding di Boresta contro lo sfratto. Pino Boresta lancia una campagna di crowdfunding per evitare lo sfratto. Ricompense in opere d'arte per tutti i donatori.

27 febbraio 2017 alle ore 10:15
Così commenta Michele La Fiandra questo Post di Facebook di Flavio Solo:"Mio parente. iris giuro." 


27 febbraio 2017 alle ore 11:20
Così commenta Pino Boresta questo Post di Facebook di Flavio Solo:
"Caro Flavio, vorrei risponderti sostanziando la mia gratitudine per le tue appassionate parole che si respira scritte con il cuore. Ma ho trovato più giusto e opportuno risponderti ora soffiandoti queste mie poche sincere parole scritte anch'esse con il cuore "Grazie caro Solo"
27 febbraio 2017 alle ore 18:46
Così risponde Flavio Solo al commento sopra di Pino Boresta: 
"È un onore maestro ! e in bocca al lupo !!! " 


27 febbraio 2017 alle ore 20:00
Così commenta Laura Palmieri questo Post di Facebook di Flavio Solo:
"Bravo" 


27 febbraio 2017 alle ore 21:00
Così commenta Giorgio Benni questo Post di Facebook di Flavio Solo:



28 febbraio 2017 alle ore 0:39
"Il nostro amico e membro del Collettivo arte da rubare, nonché monumento vivente del movimento della Street art ha bisogno del vostro aiuto:  Our friend, member of  Collettivo arte da rubare and Roman Living Street-Art Artist Monument Pino needs your help:"
Così commenta su Facebook Marco Canz Cantarelli che condivide il post di ARTRIBUNE:
Il crowdfunding di Boresta contro lo sfratto. Pino Boresta lancia una campagna di crowdfunding per evitare lo sfratto. Ricompense in opere d'arte per tutti i donatori.


28 febbraio alle ore 7:46  
"Sosteniamo"
2 marzo 2017 alle ore 14:33
"Io ve lo riposto tutti i giorni, fate un po' voi..."
Così commenta su Facebook Max Omino che condivide e ricondivide il post di ARTRIBUNE:
Il crowdfunding di Boresta contro lo sfratto. Pino Boresta lancia una campagna di crowdfunding per evitare lo sfratto. Ricompense in opere d'arte per tutti i donatori.



25 febbraio 2017: Articolo pubblicato su Roma Italia Lab:
SOS-SFRATTO: PINO BORESTA CERCA RIFUGIO NELL’ARTE

























Potrebbe capitare a qualsiasi persona di trovarsi improvvisamente in una difficile situazione personale ed economica. A volte si perdono completamente le speranze, viene voglia solo di fuggire, si arriva ad odiare la società in cui si vive e a non avere più fiducia nel prossimo. Questo mondo va così veloce, tutto può cambiare rapidamente, oggi si sta bene, domani male. È quello che è successo all’artista Pino Boresta, che oggi si trova a dover far fronte a una complicata emergenza economica, che mette a repentaglio se stesso e la sua famiglia. Eppure Pino ha deciso di non perdere completamente la speranza e di trovare rifugio, ancora una volta, nella sua arte. Pino Boresta è nato nel 1962 a Roma, dove vive e lavora. La sua ricerca artistica, come è noto, ha per certi versi anticipato il fenomeno della street art; il suo viso deformato da smorfie si trova ormai da circa venticinque anni in giro per la capitale su adesivi, muri, cartelloni pubblicitari, insegne stradali, pali della luce e semafori. Figura poliedrica dallo spirito contestatore, Boresta ha sempre affrontato la vita a testa alta, scontrandosi con le contraddizioni del sistema modaiolo e salottiero dell’arte, e in generale con le ipocrisie della società odierna. Oggi avremmo voluto raccontarvi il suo percorso artistico, invece siamo costretti a tralasciare questo aspetto per concentrarci su SOS-Sfratto, la campagna di crowfunding che Boresta ha lanciato per salvare la sua famiglia. L’artista romano ha trovato la forza e il coraggio di chiedere aiuto a noi tutti per evitare lo sfratto imminente che lo metterebbe in strada insieme alla moglie e i tre figli. Di fronte a tale situazione, non potendo fuggire dalla realtà, Boresta si è rifugiato nella sua arte. SOS-Sfratto, come dichiara, «non è un progetto artistico ma, forse, un’occasione anche per voi, e non solo, di aiutare un artista (amico) in difficoltà ». Boresta ha scelto di non arrendersi e di lanciare questo sincero appello alle istituzioni e al pubblico. Entro il 30 aprile bisogna raccogliere 6.000 euro per raggiungere la cifra maturata a fronte dell’ingiunzione di sfratto. In cambio delle donazioni, l’artista invierà ad ognuno multipli e opere uniche. Inoltre, una volta raggiunto l’obiettivo, la sua opera I don’t give up Arancio (2013), un olio su tela della serie Testamenti, verrà destinata come dono al Museo di Spoleto Collicola Arti Visive. A chi donerà 30 euro, Boresta invierà i suoi storici adesivi CUS (Cerca e Usa la Smorfia), una serie completa di varie dimensioni, insieme allo storico manifesto Cerca e Usa la smorfia; a chi donerà almeno 100 euro è prevista una Smorfia Manipolata del 2016, mentre per un contributo di almeno 500 euro l’artista destinerà un’opera storica del 1994/1995 scelta tra le Smorfie Texture. In questi giorni sui social colleghi e amici stanno diffondendo la notizia della campagna SOS-Sfratto. Serve il contributo di tutti, anche la semplice condivisione sul web potrebbe essere importante per Pino e la sua famiglia. Ril ha deciso sostenere Pino Boresta e la sua campagna di crowfunding. Ci sono mille modi di vivere l’arte. Pino Boresta ha sempre vissuto per l’arte e oggi vi chiede di aiutarlo, perché merita di continuare a vivere dignitosamente nella sua casa anche grazie alla sua arte.
http://romaitalialab.it/artefotografia/sos-sfratto-pino-boresta-cerca-rifugio-nellarte/


4 marzo 2017 alle ore 10:00
"Chi si occupa di arte contemporanea e in particolare di street art non può non conoscere Pino Boresta. Io lo incontrai tanti anni fa, quando i palazzi delle periferie romane non erano ancora oggetto di tour turistici, e gli chiesi di partecipare con una sua performance a una piccola mostra nella torretta di Ponte Milvio, "Guardami in faccia", mio primo esperimento nel mondo dell'arte. Mi ospitò nella sua casa con la sua bellissima famiglia dai nomi originali per un'intervista. Oggi Pino, rimasto sempre un outsider un po' per scelta un po' no, ha bisogno di aiuto per evitare uno sfratto e non posso che sostenerlo e invitarvi a fare lo stesso. #supportboresta e tanti auguri Pino!
Così commenta su Facebook Giulia Franchi che condivide il post di Pino Boresta: "Ceci n'est pas une œuvre d'art." Questo non è un progetto artistico ma, forse, un'occasione anche per voi, e non solo di aiutare un artista (amico) in difficoltà"


mercoledì 4 gennaio 2017

"Orgasmo a ogni costo?" di Pino Boresta



L’arte dell’estasi 























L’uno mi capita ormai solo con gli amici più cari. Il due non mi manca e a casa con i miei figli non faccio economia. Il tre può capitare nel week end o se mi ammalo. Del quattro ricordo con nostalgia quelle alla fine della partitella di pallone. Il cinque riesco a farlo solo la domenica, il resto della settimana il bagno e di dominio esclusivo della truppa famigliare. Il sei è accaduto raramente ma quelle poche volte che è capitato, è stato da cari amici piuttosto che da parenti. Il sette è praticamente impossibile se hai una famiglia numerosa. Per l'otto devono concorrere così tante variabili che è praticamente un miracolo ogni volta che accade. Il nove lo pratico una volta a settimana correndo o nuotando. Sul dieci mi limiterò a confessare che come un vigliacco sono più le volte che l'ho detto nei momenti di paura che in quelli di letizia, ma proprio in questi giorni sto tentando di invertire la tendenza, o almeno voglio provarci. L'undici è un sogno che concerne il mio essere artista, e che nel mio caso potrebbe realizzarsi solo in unico caso. Ma ciò non avverrà mai perché troppe sono le persone che godono nel vedermi rotolare nel fango, nella mia eterna lotta contro il nemico invisibile. 





Ho elencato i miei 11 risvolti alle forme di estasi proposte dalla sessuologa Dr Yvonne K. Flubright, in sostituzione all’orgasmo a ogni costo e che riporto in ordine qui di seguito: 1. Risate non-stop 2. L'abbraccio di un bambino 3. Riaddormentarti 4. Dissetarti 5. Affondare in un bagno caldo 6. Ricevere un inatteso aiuto economico 7. Infilarsi sotto lenzuola pulite 8. Sfiorare il tuo partner, dalla testa ai piedi, a pelle nuda 9. Lo sballo di un po' di esercizio fisico 10. Scoprire che la persona di cui ti sei innamorato ti ricambia e gli dici "ti amo" 11. Una grande conquista. I miei l’ho confessati, ora tocca voi.


















Pubblicato su: "Juliet" n. 178  Giugno2016  – Settembre  2016


In foto:
Una mia opera digitale, Famiglia Boresta, Yvonne K. Flubright.

"MICRO" di Pino Boresta


Cuore Anima e Vita 



















“Quando compri qualcosa da un artista, stai comprando più di un oggetto. Stai comprando centinaia di ore di fallimenti ed esperimenti. Stai comprando giorni, settimane e mesi di frustrazione e momenti di pura gioia. Non stai solo comprando una cosa, stai comprando un pezzo di cuore, una parte dell’anima, un momento della vita di qualcun altro”






















Con questa citazione di Rebekah Joy Plett, la Galleria Paola Valori ha deciso di promuoversi su FB. Molti sono gli artisti che già hanno esposto nella sua galleria al centro di Roma che si chiama “MICRO” un luogo da lei pensato dove esporre le sperimentazioni e le novità soprattutto dei giovani artisti, designer e artigiani. Qualcuno ha gridato fuori i nomi? Eccoli: L. Lottici, J. Hynd, M.R. Bertucelli, L. Franzese, M. Molle, F. Ferrone, V.Q. Cipolla, E. Anticoli Borza, S. Barbaresi e molti altri, e altri ancora si aggiungeranno. Anzi, se avete un’idea, un progetto che volete realizzare scrivete a questo email: info@microartivisive.it Paola Valori, oltre fare la gallerista, è artista, illustratrice, decoratrice e graphic designer. Si è Laureata con lode in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo presso l'Accademia di B.B.A.A. di Roma. 

























È inoltre nipote dei celebri Bice Valori e Paolo Panelli e figlia di Michele Valori, architetto e urbanista. Paola si occupa anche dell’Associazione Michele Valori il cui intero archivio, di notevole interesse storico, è entrato nelle collezioni di Architettura del MAXXI. 




















Pubblicato su: "Juliet" n. 177  Aprile – Maggio  2016


In foto:
- Valentina Tonelli fondatrice della Associazione Michele Valori e madre di Paola Valori che insieme alle sorelle Giovanna e Francesca si occupano ora della Associazione. 
- L’originale citazione di Rebekah Joy Plett in inglese. 
- Michele Valori.
- Paolo Panelli e Bice Valori durante una famosa trasmissione televisiva.

"Ovvietà dell’arte" di Pino Boresta


Ars Defence  (parte seconda)




















Sostenere che tutta l’arte è stata contemporanea almeno una volta per affermarne l’attualità, è come dire che un orologio fermo, in realtà è funzionante perché almeno due volte al giorno segna l’ora esatta. Allo stesso modo dire che tutti gli artisti vivi in quanto vivi sono contemporanei, oppure che Cimabue è contemporaneo perché possiamo ancora apprezzarne l’opera, significa quanto meno avere le idee confuse. Pertanto, assodata l’esistenza dell’arte come forma di comunicazione perché dovremmo impedire a questa di aggiornarsi e modificarsi? Per quale motivo in un mondo dove tutto cambia, non ultimi i sistemi di comunicazione, l’arte dovrebbe restare ferma? Dovremmo negare a noi stessi l’esistenza della meta-comunicazione per paura di quelli che definiranno ciò che facciamo della meta-merda d’artista?  Non è questa una storia che abbiamo già raccontato e sappiamo come va finire? Io credo nell’importanza dell’emozione all’interno dell’arte, ma allo stesso tempo non credo che l’arte debba solo e necessariamente emozionare affinché questa evidenzi valore: le suggestioni emotive non sempre sono immediate, e non tutti ci emozioniamo per le stesse cose.  Per questo motivo avere modo di verificare attraverso l’arte diverse percezioni lo considero utile e importante alla nostra crescita non solo intellettuale. 


















Preoccuparsi del fatto che le opere d’arte stiano assumendo sempre più una consistenza immateriale, orientandosi vertiginosamente verso una rarefazione e annullamento totale dell’esistenza stessa anche dell’opera in quanto tale è sicuramente condivisibile, ma sostenere che questo sia sbagliato a causa dell’esistenza di artisti modaioli che operano in tal senso lo reputo pretestuoso. Siamo sicuri che l’arte abbia mai avuto una sua “ovvietà” come sostiene Adorno?  E se capovolgessi il concetto sostenendo che quando esisteva questa “ovvietà” in realtà l’arte non era arte ma artigianato, chi troverò domani sotto casa pronto a tagliarmi la gola al grido di “a morte l’avanguardia di regime” ?  
















Io credo, invece, come diceva Sebastian Matta, che: “La qualità dell’artista è nel contenuto del suo grido: chi lo vuole ignorare ha paura di svegliarsi. La qualità dell’opera risiede nella sua carica di coraggio poetico”.  E la mia paura non è quella di Jean Claire che si rammarica del fatto che all’artista venga richiesto di fare opere d’arte indipendentemente che queste siano belle o brutte, ma piuttosto che la figura dell’artista sia probabilmente destinata a scomparire.















Pubblicato su: "Juliet" n. 175  December 2014 – January  2015

In foto:
- Ritratto di Cimabue (studio per un murales).
- Ritratto digitale di Theodor Adorno (una mia opera). 
- Ritratto digitale di Sebastian Matta (una mia opera). 
- Ritratto digitale di Jean Claire (una mia opera). 

"Obbiettivi dell’arte" di Pino Boresta


Ars Defence  (parte prima)


















Sostenere che la storia dell’arte non può evolversi ma procedere solo per stili perché cosi è stato fino al novecento equivale a negare all’arte lo status di linguaggio universale. L’arte non procede per approssimazione ma persegue un obbiettivo preciso che è quello di permetterci di comunicare, per questo trovo stupido contestare il fatto che l’arte modifichi nel tempo le proprie forme espressive seguendo l’evoluzione dell’uomo e le sue intuizioni; così scrive Hanri Bergson  “Se l’evoluzione è una sempre rinnovatasi creazione, essa crea man mano non soltanto le forme della vita, ma pure le idee che permetteranno ad un’intelligenza di comprenderla, e i termini che serviranno ad esprimerla”  e aggiunge “L’idea che potremmo essere obbligati a creare, per un nuovo oggetto, un nuovo concetto, forse un nuovo modo di pensare, ci ripugna profondamente”






















Io pur non credendo che le opere più recenti siano sempre quelle che più si avvicinano alla verità come avviene per le teorie scientifiche, non ritengo però insensata qualsiasi opera di cui non riesco nell’immediato a capirne l’importanza o la bellezza solo perché questa non può essere sottoposta a verifica certa come avviene per le teorie matematiche. Allo stesso modo trovo assurdo e scellerato dare del terrorista a tutti gli artisti concettuali che costruiscono opere su provocazioni e cortocircuiti massmediatici semplicemente perché come i terroristi, e a differenza dei criminali, mirano al riconoscimento simbolico della loro azione. Sarebbe come affermare che gli artisti sono tutti criminali, ma quelli concettuali sono addirittura dei terroristi. 














Certamente anche io come molti altri avverto il disagio di un sistema dell’arte che non funziona come dovrebbe, ma attribuire le colpe di tutto questo al fatto che non esistono più comuni denominatori estetici che ci permettano di distinguere il bello dal brutto è quanto meno riduttivo e semplicistico. Del resto che il bello e il brutto siano un metro di valutazione delle opere d’arte superato, credo che sia un concetto assodato e rimetterlo in discussione mi sembra anacronistico e inutile. E se anche l’incertezza regna spesso sovrana nella mia mente, di una cosa sono sicuro: il ritorno all’ordine non è la strada da percorrere per riequilibrare i valori all’interno dell’art system, e non mi sento per questo un utile idiota che sta affrettando il tramonto della civiltà sostenendo un sistema all’interno del quale non riesco a far valere il mio punto di vista. O forse sì?


























Pubblicato su: "Juliet" n. 174  October-November  2013


In foto:
- Ritratto digitale di Hanri Bergson  (una mia opera). 
- Testamento nero (una mia opera). 
- Nuvola di parole da rettificata (una mia opera). 
- Cycle of Artistical Research,  grafico su “The Borestian Journal of Art” (una mia opera).