venerdì 21 marzo 2008

1998 Bartolomeo Pietromarchi




Scusa è volato via









Il lavoro di Pino Boresta si è spesso incentrato sulle azioni di contaminazione artistica della vita quotidiana, intervenendo sugli oggetti comuni e banali come banconote, biglietti di autobus, adesivi delle sue "smorfie" disseminati ovunque. La contaminazione ha sempre cercato di coinvolgere gli "altri" attraverso richieste e sollecitazioni che costringessero ad un momento di riflessione che si distaccasse dalla routine quotidiana e suggerisse differenti possibilità di lettura della realtà di tutti i giorni. Con questa serie di lavori, invece, Boresta sospende il lavoro "relazionale" per esporsi direttamente ponendoci di fronte alla sua sfera più personale. Con i Residui Corporei del proprio corpo (capelli, unghie, ombelico e sperma) meticolosamente raccolti nell’arco di un lungo periodo di tempo, documentati con le foto o il video delle azioni che li hanno prodotti ed esposti in ordinata sequenza in maniera quasi asettica, siamo introdotti nella sua sfera privata, violandone quelli che sono considerati i limiti oltre i quali non è permesso introdursi. Attraverso questa operazione veniamo trasformati in voyeurismi non di una singola azione ma di una intera esistenza, posti di fronte ad una cruda rappresentazione documentaria delle azioni e ad uno spoglio feticismo del residuo. Il gesto, come quello della masturbazione ripetuto innumerevoli volte nel video che lo documenta, non ha più il carattere della provocazione fine a se stessa, cara ad un certo tipo d’avanguardia storica, ma diventa un ‘gesto continuo’ e documentato. Cosi l’evento perde la sua unicità ed esemplarità per divenire invece soggetto ad un fattore tempo che ha la caratteristica della ripresa diretta e continua in tempo reale e la forma di una pretesa oggettività informativa. Per l’oggettività e la consapevolezza dell’informazione al nostro occhio è permesso penetrare in ogni angolo di una sfera nascosta violandone l’intimità. L’operazione trova riscontro con il diffondersi delle ‘live cameras’ su Internet, una sorta di spioncini sul mondo, che trasmettono 24ore su 24 in diretta a milioni di spettatori immagini di qualche angolo recondito del pianeta e che ha visto recentemente una giovane ragazza inglese accettare un contratto da una televisione privata per farne mettere una nella sua camera da letto. Eliminando completamente la barriera che delimita la sfera privata da quella pubblica.





Bartolomeo Pietromarchi





Scritto in occasione della personale"Residui Corporei", alla Galleria il Graffio di Bologna e pubblicata su "Artel" n. 82, 1/15 maggio 1998,



p.s.
"Se ti interesserò ancora fammelo sapere" "Scusa è volato via"
"Io ti ho solo prestato il mio corpo e ci ho guadagnato i tuoi sogni"
"Per uno che non doveva far parte di questo mondo devo dire che ora mi costa abbastanza lasciarlo"
citazioni dal film Gattaca tratte da Pino Boresta

































In foto; momenti della raccolta dei Residui Corporei e frame del film Gattaca.



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