giovedì 26 marzo 2015

“Io so che tu sai che io so” di Pino Boresta





Chi è il nemico?


Ho letto che oggi come oggi per raggiungere qualche obbiettivo più che un bravo artista devi essere uno scaltro incantatore di serpenti, in effetti più passa il tempo e più mi rendo conto che è così. Sicuramente una certa capacità e destrezza nelle pubbliche relazione è necessaria, se non indispensabile, ma non dovrebbe essere questo a determinare la scelta di un artista. È vero che esistono artisti che hanno più nemici che capelli in testa, ma il detto “Tanti nemici tanto successo” non è in realtà vero per tutti. 















I strateghi del sistema dell’arte consigliano invece di essere molto diplomatici e mantenere sempre buoni rapporti con tutti specialmente se non si è sufficientemente famosi o potenti per potersi permettere dei nemici. Sembra che così facendo si possa con buona probabilità elemosinare qualche particina di secondo piano in qualche evento di quelli che contano, ma a quale prezzo? Il mondo dell’arte è tutto un “ Io so che tu sai che io so che tu sai, ma non te lo dico e faccio finta di niente”. Sono molti quelli che comportandosi in siffatto modo pensano di acquisire una posizione di vantaggio nei confronti dell’interlocutore di turno. A me invece piace parlare e raccontare, e di questo ne pago le spese con gli interessi. 







































Me lo ha detto anche Angela Vettese “…che ti aspetti? Tu combatti il sistema e il sistema ti rifiuta.” Ma allora se questa è la regola tutti coloro che hanno criticato e combattuto il sistema e poi sono stati inglobati sono dei fasulli o frutto di operazioni studiate a tavolino? Io una mia idea me la sono fatta ma la renderò nota solo al momento giusto, anche perché credo che il nostro peggior nemico sia in realtà dentro di noi (artisti) e non sia il critico di turno, anche se Vitaldo Conte sostiene che i critici italiani sono poco attenti e ignorino volutamente quello che di interessante succede intorno a loro in quanto appartengono a un sistema asservito al vincitore di turno qualunque esso sia, e il più delle volte sono succubi di voleri finanziari e scelte alla moda, firmando mostre selezionate e decise da musei, gallerie, mercanti o collezionisti. Chi avrà ragione?








Pubblicato su; "Juliet" n. 164 October - November 2013


In foto:
Contestazione studentesca, Incatatori di serpenti.
Opera di fotocomposizione del ritratto di Angela Vettese.
Foto composizione ritratto di Vitaldo Conte con due sue opere.
Due libri di Angela Vettese.


1 commento:

mute041 ha detto...

<<<il nuovo nell'arte contemporanea è da sempre germinato e cresciuto in posizioni di alterità rispetto ai poteri gerarchici istituzionali. Il fatto che “il sistema dell'arte” attuale lo emargini o “rifiuti” (secondo le parole di Vettese) certifica che i meccanismi interni ad esso si sono da tempo inceppati. Quello attuale non è “sistema” ma una sua alterazione fraudolenta, un meccanismo controllato da lobby affaristiche e gruppi di influenza che si sono incistati in esso.
Trovo grave che il servizio pubblico Radio3 dia autorevolezza e spazio ad una figura apertamente nemica della libera ricerca artistica, del dibattito intellettuale.